RECENSIONI: Is Tropical-“I’m leaving”

Doveva essere l’album della conferma, o della scalata all’olimpo dell’indietronica, in realtà dobbiamo ravvisare un passo indietro per il trio inglese. Non c’è unione di intenti, il tocco indie è completamente distaccato dalla sfrontatezza elettronica. Tra indie e dancefloor gli Is Tropical stanno nel mezzo, un pò dubbiosi. La loro è una confusione carica di spunti anche interessanti ma puramente decorativi. I’m leaving, secondo lavoro del trio inglese, rispetto al precedente Native to (2011) scopre le chitarre, la psichedelia e il brit-rock, ma un po’ il colpo rimane in canna.

Iniziamo da “Dancing anymore”: duetto del cantante Gary Barber con la sua attuale fidanzata. Funziona nei primi secondi per poi dare l’impressione di “sfiatarsi” con il proseguire del brano. Carina, comunque, come anche Lover’s cave: gli basta qualche nota giusta di synth per evitare di farsi inglobare in una melma chitarristica (simil shoegaze) un po’ prevedibile. L’anima del trio è puramente brit (vedy “Cry” e “Tolouse”, che punta in direzione Libertines). Meglio in questi momenti, comunque, che in “Leave the party”, “Sun sun” e “All night”, tre motivetti elettronici i quali, offrono davvero poco. “Video”, dal canto suo, azzecca l’atmosfera, seppur sfruttando un vecchio trucco (il contrasto tra malinconia e beat danzereccio). Tutta la scaletta, comunque, va vista in preparazione di “Yellow teeth”, della bella durata di sette minuti: l’energico uno-due iniziale garantisce minuti spensierati pur mostrando i noti limiti del trio inglese: Lover’s Cave funziona nel suo unire chitarre e synth, così come il retrogusto ’80s a due voci, quelle di Gary e della sua attuale musa, della già citata Dancing Anymore, ma manca il tocco decisivo.
Gli Is Tropical rimangono discreti compositori nei passaggi in cui curano maggiormente i dettagli ritmico-sonori (“Leave The Party”, che comunque finisce la benzina quasi subito) e discreti aizzatori di folle quando tentano di aumentare i giri (come in “Cry”).
Mancano tracce come Greeks & Lies(o per scendere più nell’underground Seasick Mutiny) di Native To, vecchi tempi, vecchie storie, belle storie!

FUMO NERO MA NON è IL CONCLAVE!

3bones

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