RECENSIONI: “The Great Gatsby”

«Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.»

Girare un film tratto da un libro, si sa, è una cosa molto difficile. Sono rari i casi in cui si riesce a trasporre su pellicola un romanzo fedelmente, soprattutto se è della penna di uno dei più grandi scrittori dell’ultimo secolo. Baz Luhrmann lo fa in una maniera tutta sua riuscendo ad evidenziare lo scintillio della New York post-bellica con una colonna sonora curatissima e un cast di tutto rispetto.

Nick Carraway, un giovane agente di borsa, si trasferisce sulla costa settentrionale di Long Insland circondato dalle case dei nuovi ricchi. Entra in contatto con Jay Gatsby, proprietario dell’immenso castello che si erige di fianco alla sua modesta dimora. Gatsby ogni settimana apre le porte del suo castello all’intera città per dei party lussuosissimi che, in realtà, celano l’intento del grande magnate di rincontrare la sua Daisy, che aveva lasciato cinque anni prima. Nick, cugino di Daisy, stringe amicizia con il suo vicino e riesce a combinare un incontro tra i due che darà vita ad un ritorno di fiamma, nonostante lei sia sposata. Nel corso della storia emergono numerosi dettagli della vita di Gatsby che rappresenta lo stereotipo del self-made man, pronto a tutto pur di riuscire a ottenere successo. Proiettato nella vita dei ricchi, Nick farà fatica ad adattarsi ai loro amori, le loro contraddizioni e i loro inganni.

Il film, uno dei più attesi del 2013,può contare su un cast di tutto rispetto. Lo straordinario Di Caprio, che intepreta il personaggio di Gatsby perfettamente, è probabilmente la più grande peculiarità del film. Si conferma una grande attrice anche Carey Mulligan (Daisy) che aveva già lasciato intravedere le sue capacità  in “Shame”.  L’OST vede la partecipazione di alcuni dei più grandi musicisti degli ultimi anni, tra gli altri spiccano Jay-z, Lana Del Rey, The xx e Florence and the Machine, e le riprese sono ottime.   Pecca del film, che nel finale presenta un climax drammatico, è la tendenza a rallentare negli ultimi minuti.

Solitudine, ricchezza e mistero. Queste le caratteristiche di Gatsby che nel romanzo assume una figura molto più decisa e negativa. La sua predisposizione alla speranza, che emerge nel film, viene distrutta in tutta la sua affascinante bellezza lasciandolo nel finale solo. La fine tragica di un uomo apprezzato e rispettato da tutti identifica il crollo dei miti e del sogno americano e di quella visione “romantica” della vita.
Pur avendo deluso le aspettative, “The Great Gatsby” rimane un’ottima trasposizione del romanzo di Fitzgerald che , vuoi per il grande budget speso vuoi per l’hype che vi era intorno, ha registrato ottimi incassi sia negli USA che in Italia. Rimane comunque l’amaro in bocca per un film che, pur avendo tutte le carte in regola, non andrà mai nei nostri CULT MOVIE.

imbri7

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